Prima volta a un'Esposizione, presente dice Usa, futuro Cina












Il vino italiano si racconta per la prima volta in un'esposizione universale con un Padiglione tutto suo. La sua storia è un tratto distintivo dell'identità italiana, e per questo il Ministero delle Politiche Agricole vuole essere presente in prima persona per raccontare in uno spazio interamente dedicato cosa il vino significhi per l'Italia. Di ieri, di oggi, di domani.

 

Tradizioni consolidate, qualità, lavoro, e soprattutto futuro, nuovi Paesi e mercati, alle luce degli ultimi dati sullo spumate: superato definitivamente lo champagne in Usa e GB, boom di vendite secondo Coldiretti pari a +43% in Usa, +55% in Gran Bretagna, +46% in Cina, + 20% in Francia. A far conoscere al mondo l'eccellenza vitivinicola italiana è il padiglione 'Vino-A taste of Italy', realizzato da Veronafiere, che porta a Expo l'esperienza di una manifestazione con oltre cinquant'anni di storia come Vinitaly.
Nel padiglione il vino è declinato al passato, al presente e al futuro. A ogni arco temporale corrisponde una lingua, l'italiano per narrare il passato e una tradizione che si è consolidata diventando qualità riconosciuta nel mondo; l'inglese per il presente perché gli Stati Uniti sono oggi il più importante mercato di esportazione; il cinese per il futuro, perché il vino italiano guarda ai mercati emergenti in primis quello cinese per la propria espansione. "Guardiamo ai mercati emergenti, in particolare alla Cina e all'Asia nel suo complesso - ha detto all'inaugurazione del padiglione il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani -. In questi Paesi l'export italiano rappresenta ancora una percentuale troppo bassa rispetto alle potenzialità del comparto, quindi proprio lì si può crescere molto, con tante azioni non solo di promozione, ma anche di sviluppo di relazioni e di capacità nuove come quella dell'e-commerce".

Il padiglione del vino progettato, dall'architetto Italo Rota, è un viaggio multisensoriale alla scoperta di profumi e sapori, che porta i visitatori anche nei territori dove il vitigno diventa bottiglia. L'Italia in questo senso è un "Paese unico al mondo - ha detto il ministro delle Politiche agricole con delega a Expo, Maurizio Martina -. Ha più di 594 vitigni, di cui 544 autoctoni. Se non è biodiversità questa...Per realizzare questo spazio abbiamo fatto un lavoro enorme, il risultato è un percorso di conoscenza delle particolarità del vino italiano". Per conoscere la ricchezza della produzione italiana all'interno del padiglione è stata realizzata una 'Enoteca del futuro', una sorta di biblioteca del vino che mostra la ricca produzione enologica italiana regione per regione. Sono 1.400 i vini e distillati che i visitatori possono degustare con la guida di sommelier. "Con questo padiglione vogliamo rafforzare il messaggio di Vinitaly - ha spiegato il presidente di Veronafiere, Ettore Riello - quella di un'Italia che funziona e che ha prodotti, conoscenze, competenze esclusive da offrire al mondo". All'inaugurazione hanno partecipato anche il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, la presidente di Expo, Diana Bracco, e Massimo D'Alema, presente come espositore di una sua etichetta di vino rosso.

Fonte ANSA