Cresce l’enoturismo in Italia: nel 2015 oltre il 30% in più rispetto al 2014

turismo vino puglia
Questo è quanto emerge dal “XII Rapporto sull’Enoturismo” presentato alla Bit di Milano dalle Città del Vino, un’indagine effettuata dall’Osservatorio Nazionale sul Turismo del Vino di “Città del Vino” in collaborazione con l’Università di Salerno su un campione di 80 aziende.

Un’occasione anche per la presentazione dell’intesa stipulata tra Movimento Turismo del Vino e Città del Vino per l’edizione 2016 di “Calici di Stelle”, dal 6 al 14 agosto protagonista nelle cantine di tutt’Italia.

Dietro il fatturato reso pubblico c’è da dire che esso comprende tutto l’indotto collegato al settore enologico italiano. Quindi oltre alle visite in cantina, anche le spese di viaggio, vitto o alloggio effettuate sul territorio a completamento della visita.

Parlando dei numeri dell’enoturismo, mentre nel 2014 gli arrivi in cantina su scala nazionale erano stati 10.382.400, nel 2015 si parla di circa tredici milioni, con un incremento del +32% per la spesa enoturistica e del +31,7% per gli arrivi in cantina.

A livello di spesa, un enoturista spende quasi 200 euro tra visita, degustazioni, vendemmia, eventi, pernottamento e acquisto diretto delle bottiglie, una voce che, nel fatturato enoturistico aziendale del 2014 ad esempio, ha inciso per circa il 70%. La degustazione non ha invece una grossa rilevanza in quanto per lo più offerta a titolo gratuito quale stimolo pubblicitario o di vendita (chi invece le somministra a pagamento per lo più sceglie una cifra tra i 5 e i 10 euro).

Nonostante i risultati positivi, ci si è interrogati molto anche su quelle che siano ancora le problematiche legate al fenomeno in Italia e alle potenzialità ancora inespresse in termini di numeri e di ulteriore sviluppo di uno dei settori trainanti e più illustri dell’economia nazionale. Tra i fattori che ne ostacolano lo sviluppo sono stati evidenziati la scarsa formazione, utile per l’accrescimento della cultura dell’impresa enoturistica, e la carenza di aggregazione sul territorio, in parte superabile rafforzando il dialogo tra cantine e Comuni e lavorando in maggiore sinergia con le diverse associazioni di settore a livello regionale.

 

 

Fonte: Irpinia News