Difesa e promozione dei vini di qualità su internet.

Difesa e promozione dei vini di qualità su internet. Questa la sfida per i produttori made in Italy come ha sottolineato Riccardo Ricci Curbastro, presidente Federdoc, nel corso del convegno sulle strategie di crescita del vino italiano organizzato da For.Agri in Franciacorta. «La protezione della denominazione è un sistema riconosciuto dalla cultura europea, perché è un sistema latino, antitetico rispetto al trademark anglosassone, dove il marchio viene registrato dal privato chiedendo poi al Tribunale di proteggerlo, qualora venga contraffatto - ha detto Ricci Curbastro - .

 

Nel caso della denominazione, non è un singolo ma è lo Stato che registra la denominazione e automaticamente protegge la medesima. Passaggio fondamentale che ci permette di capire come la denominazione sia un elemento che può valorizzare un territorio, i piccoli produttori e l'economia locale. Questo ci spiega anche il contenzioso con gli Stati Uniti sia molto forte soprattutto ora che hanno firmato un accordo nel Pacifico, il Ttp (Trans-Pacific Partnership), che è particolarmente favorevole per gli Stati Uniti. L'altra grande preoccupazione della denominazione è legata al grande mondo internet dove dobbiamo pensare di avere sempre più meccanismi di protezione; recentemente c'è stata l'assegnazione dei domini .wine e .ven, battaglia che ha portato ad un accordo soddisfacente sul piano del contenuto e che proteggerà la vendita dei vini e la denominazione. Resta però - ha aggiunto - il grande problema de mondo internet che tutt'ora non ha grandi regole e tutti noi dovremmo chiederne una riforma sostanziale. Sempre in questo settore c'è il problema contraffazione, che è facilmente espandibile a livello mondiale con le vendite online; recentemente abbiamo fatto da pionieri in Italia, il ministro Martina è stato molto bravo, con due accordi firmati, prima con Ebay poi con Alibaba; ci sarà quindi la possibilità di segnalare prodotti contraffatti con l'immediato ritiro della merce. Meccanismo di autotutela sia del mondo internet, sia dei produttori che dei consumatori».

 

Un banco di prova importante è costituito poi dall’impiego delle risorse. Silvana Ballotta di Business strategies si è soffermata sull'Ocm vino ricordando che per poter accedere ai finanziamenti «occorre coerenza del progetto elaborato con il bando della Ue sia nella proposta tecnica sia nel piano economico finanziario». «L'Ocm vino - ha aggiunto - ha un budget di 337 milioni per rafforzare e sostenere la promozione. In particolare 102 milioni per la promozione, 140 milioni per la ristrutturazione dei vigneti. Potranno beneficiare dei finanziamenti i produttori di vino, le loro organizzazioni , le organizzazioni professionali e interprofessionali, le associazioni temporanee di impresa tra soggetti sopra elencati. I prodotti da promuovere sono i vini a denominazione di origine protetta, i vini a indicazione geografica, spumanti di qualità, spumanti aromatici, vini senza indicazione geografica e con indicazione della varietà». «I progetti presentati - ha spiegato Ballotta -dovranno avere una durata di 3 anni e saranno sostenuti al 50% massimo delle spese documentate. I mercati in cui avverrà la promozione sono Usa, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Cina, Giappone e Russia». «Le misure sugli investimenti per il settore vitivinicolo - ha aggiunto Roberto Bianchi, direttore For.Agri - possono essere un fattore importante per migliorare ancora le già ottime performance del vino italiano. Ma bisogna saper fare sistema e sviluppare le adeguate professionalità all'interno delle imprese per supportare il nuovo che comunque arriverà. For.Agri ambisce ad essere il partner della migliore imprenditoria italiana». Per Ottavio Cagiano, direttore FederVini «gli investimenti e le ristrutturazioni devono trovare una gestione coordinata, intelligente e soprattutto seguita sull'intero territorio nazionale».

 

Fonte: Il Sole 24Ore